Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/135

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
122 pensieri (666-667-668)

manquer ont augmenté son mérite à mes yeux. Mme. de Lambert, lieu cité ci-dessus, (p. 661, fine), p. 265, fine.


*    Elle (l’imagination) nous donne de ces joies sérieuses qui ne font rire que l’esprit (cioè, il bello spirito, il bell’umore). M.me de Lambert, Réflexions nouvelles sur les  (667) femmes, dans ses Oeuvres complètes citées ci-dessus, (p. 633) p. 166 (16 febbraio 1821).


*    Quello che ho detto in altro pensiero intorno all’idea che i fanciulli si formano dei nomi, si deve estendere assai, perché ordinariamente e generalmente il fanciullo dal primo individuo che vede si forma l’idea di tutta la specie o genere, in ogni sorta di cose; dal primo soldato, l’idea di tutti i soldati; dal primo tempio, l’idea di tutti i tempii ec. E se la forma vivamente e durevolmente, se però altri individui della stessa specie non vengono frequentemente o nella stessa fanciullezza, o poi, a scancellare l’idea concepita sul primo individuo. Senza ciò, e massimamente se le idee di altri individui non sottentrano a quella del primo durante la fanciullezza, l’idea del primo si conserva per lunghissimo tempo anche nelle altre età, e serve nella nostra mente di tipo a tutti gli altri individui della stessa specie di cui ci dobbiamo formare un’idea per relazione o cosa tale e che non ci cadono sotto i sensi. Per esempio, avendo io di due anni veduto un colonnello, l’idea  (668) ch’io mi formo naturalmente della persona di questo o di quel colonnello, ch’io non conosco di veduta, e in astratto del colonnello, è ancora modellata su quella figura, quelle maniere ec. Anche da ciò si deve inferire quanto sieno importanti le benché minime impressioni della fanciullezza, e quanto gran parte della vita dipenda da quell’età; e quanto sia probabile che i caratteri degli uomini, le loro inclinazioni, questa o quell’altra azione ec. derivino bene spesso da minutissime circo-