Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/41

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28 pensieri (501-502)

l’animo, e per conseguenza la felicità de’ fanciulli anche i meno felici rispetto alle circostanze esteriori!


*    Alla p. 497.

Ἔρωτα παύειλιμὸς, εἰ δὲ μὴ, χρόνος
Ἐὰν δὲ τούτοις μὴ δύνῃ χρῆσθαι, βρόχος.


Amorem sedat fames; sin minus, tempus:
Eis vero si uti non vales, laqueus.

Detto di Crate Cinico presso il Laerzio (VI, 86, in Cratete Thebano) mentovato anche da altri scrittori e riferito con qualche diversità da Stobeo e da Suida. Vedi il Menagio e l’Aldobrandini (13 gennaio 1821).


*    Come gl’italiani per proprietà di lingua dicono muovere in maniera neutra per muoversi, andare, camminare ec. cosí fra’ latini, oltre i citati dal Forcellini, Floro I, 13: Sed quod ius apud barbaros? ferocius agunt. Movent, et inde certamen. Parla dei Galli Senoni conversis a Clusio, Romamque venientibus, come  (502) soggiunge immediatamente. E, II, 8: Quum ingenti strepitu ac tumultu movisset ex Asia (Antiochus) (14 gennaio 1821). Vedi Svetonio}} in Divo Julio, c. 61, 1, e quivi le note degli eruditi.


*    Come dice Dante Quinci si va, chi vuole andar per pace, idiotismo assai comune e usitato nella nostra lingua, cosí anche i latini. Floro II, 15, sul principio: Atque si quis trium temporum momenta consideret, primo commissum bellum, profligatum secundo, tertio vero confectum est. Parla delle tre guerre Puniche (14 gennaio 1821). Piú manifesto e conforme all’uso italiano è questo idiotismo (vero idiotismo, perché non è locuzione regolare, anzi falsa secondo la dialettica e la costruzione) in Orazio Od. XVI, l. 2, vedi 13: vivitur parvo