Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/496

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(1204-1205) pensieri 483

arricchire, accrescere, regolare, ordinare, perfezionare e in qualunque modo migliorare una lingua già parlata da una nazione, dove la convenzione che deriva dall’uso è lentissima, difficilissima e per lo piú parziale e diversa, il principale e forse l’unico mezzo di convenzione universale, senza cui la lingua comune non può ricevere né miglioramento né peggioramento, è la scrittura, e fra le scritture quella che, 1°, va per le mano di tutti, 2°, è conforme ne’ suoi principii e nelle sue regole, vale a dire la letteratura largamente considerata. Perché la scrittura non letterata o non importante in qualunque modo per se stessa, come lettere, cioè epistole ec. ec., è soggetta quasi agli stessi inconvenienti della viva voce, cioè si comunica a pochi, forse anche a meno di quelli a cui si comunica la voce di un individuo, e non è uniforme né costante nelle sue qualità. Insomma si richiede un genere di scrittura che sia nazionale e possa produrre, stabilire, regolare e mantenere la convenzione universale circa la lingua (22 giugno 1821).


*    Alla p. 1129. Bisogna notare che i grammatici e vocabolisti intorno a parecchi di questi e simili verbi e nomi portano opinione contraria al parer nostro, cioè fanno derivare i nomi da’ verbi, come vedremo  (1205) di lex da legere, e come rex da regere, laddove noi regere da rex, conforme porta la sana filosofia e ideologia e la considerazione del progresso naturale delle idee. Che certo molto prima ebbero gli uomini un nome da significare colui da cui veniva il comando, che un altro da significar l’azione stessa del comandare. L’idea dell’azione la piú materiale, e per conseguenza l’idea espressa da’ verbi, è sempre metafisica e quindi posteriore a quella significata da’ nomi. Vedi in proposito la p. 1388-91. Dico posteriore ad esser significata, non sempre però posteriore nella concezione; ma, benché anteriore nella concezione, come in questo esem-