Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/121

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(1351-1352-1353) pensieri 107

tempo né comodo, o, se pensava, non iscriveva né comunicava, né stabiliva e determinava i suoi pensieri colla scrittura. Il settentrione, l’Inghilterra, la Germania, patria del pensiero (Staël), è nuovo e moderno in quella filosofia ch’é pur fatta per lui. Nuovo e moderno, perché quella stessa natura che lo rende sí proprio alle nozioni astratte lo rende piú difficile e tardo alla civiltà, e per se stessa l’allontana tanto dalla filosofia, quanto poi ve lo conduce coll’aiuto della coltura.  (1352) Ma appena si diede alla filosofia vi fece tali progressi, quali il mezzogiorno in tanta maggior luce di civiltà e di letteratura non sognava ancora di fare. Bacone detto di sopra era inglese. Leibnizio tedesco. Newton, Locke ec. La Germania, elevata assai dopo l’Inghilterra, cioè dopo Federico II, ad una universale e stabile letteratura, è divenuta in un momento la sede della filosofia astratta ec.

3°, E questa è la ragione principale. Differenza naturale d’ingegno fra gli antichi e i moderni è assurdo il supporlo. Ma ben è certissimo che le circostanze modificano gl’ingegni in maniera che li fanno sembrare di diversa natura. Or quanto le moderne circostanze degli uomini, sí fisiche che morali, politiche ec., favoriscano la riflessione e la ragione, e quanto le antiche circostanze, giovando sommamente e promovendo l’immaginazione, sfavorissero la profonda riflessione, l’ho già spiegato molte volte. Laonde io dico che un uomo di genio, il quale venti o piú secoli fa si fosse trovato nelle circostanze in cui si trova oggi il particolare, non ostante la differenza dei lumi e il minor numero delle cognizioni, avrebbe  (1353) potuto arrivare da se stesso appresso a poco a quel punto a cui sono arrivati i moderni filosofi e metafisici sommi, o, se non altro, accostarsi moltissimo a quelle verità che gli antichi o non hanno pur travedute, o per difetto della lingua ec. non hanno potuto determinare né comunicare altrui né fissare nella