Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/207

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(1493-1494-1495) pensieri 193

frasi le piú omonime nelle diverse lingue, anche le piú affini.

Cosí dalla considerazione della teoria de’ sinonimi, i quali io dico non esser primitivi, ma veri e frequenti nelle lingue moderne, si deduce una nuova fortissima prova della necessità della novità nelle lingue. E si conferma particolarmente, in ordine alla lingua italiana, la convenienza di seguitare ad attingere dalle fonti latine quelle parole e frasi, che, non essendo ancora introdotte nella nostra lingua, non ponno aver perduta la differenza di significato, con le altre già derivate dalla stessa fonte, né esser divenute sinonime ec. Mezzo spedito ed ottimo per accrescere la proprietà e  (1494) la sostanziale ricchezza della nostra lingua e adeguarla, s’è possibile, alle antiche. Giacché la lingua latina è forse la piú propria di queste, e quindi gran proprietà ed esattezza dee derivare dall’arricchirsi nuovamente alle sue fonti non ancor tocche ec. (10-13 agosto 1821).


*    Qual lingua è piú varia della latina? se non forse la greca. E quale è piú propria? neppur forse la greca. E dalla proprietà deriva naturalmente la varietà, come ho detto p. 1479. Ella era strettamente propria per legge, e non avrebbe scritto latino, ma barbaro, chi non avesse scritto con proprietà, laddove la greca, potendo essere altrettanto e piú propria, era piú libera, ed ho già osservato altrove come ciascuno scrittor greco abbia un vocabolarietto particolare, cioè faccia uso continuo delle stesse voci, e si restringa ad una sola parte della sua lingua, con che la proprietà non può esser perfetta. Ai latini bisognava una perfetta cognizione ed uso della loro lingua, non solo in grosso ma in particolare, e quindi il vocabolario che si può formare a ciascun buono scrittore latino è  (1495) generalmente molto piú ampio che a qualunque greco classico. E pur la lingua greca era piú ricca della la-


LEOPARDI - Pensieri,III.