Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/225

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(1523-1524-1525) pensieri 211



*    La facoltà di assuefarsi, in che consiste la memoria, e l’assuefazione ad assuefarsi in che consiste quasi interamente  (1524) la detta facoltà, fanno che la memoria possa anche assuefarsi, come tutto giorno accade, a ritenere un’impressione ricevuta una sola volta, supplendo l’assuefazione generale all’assuefazione particolare e venendo anche questo ad essere un effetto dell’assuefazione di richiamare. I bambini che non hanno ancora quest’assuefazione, o insufficiente, non ritengono impressione che non abbiano ricevuta piú volte e alla quale non si siano individualmente assuefatti. E le stesse piú buone memorie non riterranno a lungo un’impressione non piú ripetuta, s’essi medesimi di tratto in tratto non se la ripetono, mediante l’immaginazione che la richiama, vale a dire mediante successive reminiscenze, che formano l’assuefazione particolare a quella tale impressione. E ciò che dico della memoria, dico delle altre abitudini ed abilità ec., dipendenti pur da lei, che talvolta si possono acquistare in un batter d’occhio, come imparare un’operazione di mano, tanto da poterla rifare dopo averla veduta fare una sola volta ec. Dove concorre la facoltà e facilità di assuefazione della memoria  (1525) con quella degli organi esteriori. Ma queste pure si perdono ordinariamente se non si ripetono e se l’assuefazione istantaneamente contratta non si coltiva, mediante il rinnuovamento non dell’impressione stessa, ma del suo effetto ec. Ancor qui però vi sono delle differenze secondo la maggiore o minor facoltà di assuefazione e di ritentiva, naturale e acquisita, che hanno i diversi individui (19 agosto 1821).


*    Degli stessi tre soli scrittori letterati del trecento, un solo, cioè Dante, ebbe intenzione, scrivendo, di applicar la lingua italiana alla letteratura. Il che si fa manifesto sí dal poema sacro, ch’egli considerava, non