Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/248

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234 pensieri (1562-1563)

cose e farle essere diversamente. Quanto piú l’uomo è perfetto, cioè in armonia col sistema delle cose esistenti e di se stesso, tanto piú gli è difficile e faticoso il vivere e l’esser felice. Che strana assurdità sarebbe questa nella natura? che strana contraddizione con tutte le altre anche menome parti del suo sistema?

Se dunque l’arte è necessaria oggi all’uomo e se la natura bruta gli è incompatibile, ciò vuol dire ch’egli non è qual dovrebbe, e che il suo vero stato di perfezione è il primitivo, come quello di tutte le altre cose. Lungi pertanto dall’esser questo un argomento contro il mio sistema, combatte fortemente per lui. (25 agosto, dí di S. Bartolomeo, 1821). Vedi p. 1699, capoverso 2.


*   Alla p. 1527. Similmente gli spagnuoli hanno perduto il latino furari, ma hanno un suo continuativo ignoto nella buona latinità, cioè hurtar (che anticamente dicevasi furtar),  (1563) contratto da furatare o furitare. Furtare si trova in alcune scritture latine-barbare Portoghesi presso il Du Cange (25 agosto 1821). Vedi p. 2244, fine.


*    La virtú, l’eroismo, la grandezza d’animo non può trovarsi in grado eminente, splendido e capace di giovare al pubblico, se non che in uno stato popolare o dove la nazione è partecipe del potere. Ecco com’io la discorro. Tutto al mondo è amor proprio. Non è mai né forte, né grande, né costante, né ordinaria in un popolo la virtú, s’ella non giova per se medesima a colui che la pratica. Ora, i principali vantaggi che l’uomo può desiderare e ottenere si ottengon mediante i potenti, cioè quelli che hanno in mano il bene e il male, le sostanze, gli onori e tutto ciò che spetta alla nazione. Quindi il piacere, il cattivarsi in qualunque modo, o da vicino o da lontano,