Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/293

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(1635-1636) pensieri 279


Osserva che generalmente quando tu domandi: la tal persona è bella o brutta? e quando tu o rispondendo o spontaneamente neghi o affermi ec., intendi sempre del viso, se altro non soggiungi o distingui (5 settembre 1821).


*   Un corpo, essendo composto, dimostra l’esistenza di altre cose che lo compongano. Ma siccome tutte le parti o sostanze materiali componenti la materia sono altresí composti, però bisogna necessariamente salire ad esseri che non sieno materia. Cosí discorrono i leibniziani per arrivare alle loro Monadi o Esseri semplici e incorporei (de’ quali compongono i corpi) e quindi all’unità ed al principio di tutte le cose. Or dico io. Arrivate fino alla menoma parte o sostanze materiale, e ditemi, se potete: le parti o sostanze di cui questa si compone non sono piú materia, ma spirito. Arrivate anche, se potete, agli atomi o particelle indivisibili e senza parti. Saranno sempre materia. Al di là non troverete mica lo spirito ma il nulla. Affinate quanto volete l’idea della materia, non oltrepasserete mai la  (1636) materia. Componete quanto vi piace l’idea dello spirito, non ne farete mai né estensione, né lunghezza ec., non ne farete mai della materia. Come si può compor la materia di ciò che non è materia? Il corpo non si può comporre di non corpi, come ciò che è di ciò che non è; né da questo si può progredire a quello, o viceversa. - Ma finché la materia è materia, ell’é divisibile e composta. - Trovatemi dunque quel punto in cui ella si compone di cose che non sono composte, cioè non sono materia. Non v’é scala, gradazione, né progressione che dal materiale porti all’immateriale, come non v’é dall’esistenza al nulla. Fra questo e quello v’é uno spazio immenso, ed a varcarlo v’abbisogna il salto che da’ leibniziani giustamente si nega in natura. Queste due nature sono affatto separate e dissimili, come il nulla da ciò che è;