Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/402

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388 pensieri (1823-1824-1825)

ha posto a cuore, voglia interessarci per quello a cui l’irresistibile natura ci ha fatti indifferenti. Ma questo è un effetto conseguentissimo del sistema generale d’indifferenza derivante dalla ragione, il quale non mette diversità fra’ simili e dissimili; e noi non ci figuriamo di poter provare interesse per questi, se non perché l’abbiamo  (1824) perduto o illanguidito per noi e per gli uomini, e siamo insomma indifferenti a tutto. Cosí gli altri esseri vengono a partecipare, non del nostro interesse ma della nostra indifferenza. Lo stesso accade riguardo a’ nostri simili, nella sostituzione dell’amore universale all’amor di patria ec. (1 ottobre 1821). Vedi p. 1830 e 1846.


*   La forza dell’assuefazione generale rende sempre gradatamente piú facile il dissuefarsi e il passare da una assuefazione ad altra diversa o contraria. Ciò sí negl’individui, sí nelle nazioni, sí nel genere umano (1 ottobre 1821).


*   Dalle osservazioni fatte sul cristianesimo in altri pensieri, risulta ch’esso nella sua perfezione ricade, include, consiste in un vero e totale egoismo, sebbene esso gli professi massime dirittamente contrarie e ne sembri il piú forte, intero e irreconciliabil nemico, sino a pretendere di spegnere affatto l’amor proprio, non solo cogl’infiniti sacrifizi che ordina o consiglia, ma col volere e porre per indispensabile condizione che questi  (1825) ed ogni altra azione dell’uomo in ultima e perfetta analisi non abbiano per fine se stesso, ma assolutamente e puramente Iddio. Il che allora sarà fisicamente, moralmente, matematicamente possibile, quando la natura del vivente e della vita sarà cambiata ne’ suoi principii costitutivi (1 ottobre 1821). Vedi p. 1882.


*   L’uomo e l’animale proporzionatamente sono ragionevoli per natura. Io dunque non condanno la