Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/113

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(2195-2196-2197) pensieri 101

greco, per esempio il genere maschile neutro ec. Non cosí quelli che hanno mutato lo spirito in v ,  (2196) i quali hanno mutato il genere, la forma ec., in modo che appena o certo piú difficilmente si ravvisano. Ho detto nomi, e intendo parole d’ogni sorta. Ciò fa credere o: 1,o che tal pronunzia di v o f in luogo dello spirito sia piú antica che quella in s, e perciò quelle parole piú anticamente fatte proprie del latino; 2,o o ch’elle, venendo forse dall’eolico, avessero in esso dialetto forma diversa dalla greca comune; 3,o o che in verità sieno passate dal latino al greco, o piuttosto (ed è verisimilissimo) siano di quelle parole primitivamente comuni ad ambe le lingue e derivate da comune madre, il che conferma l’opinione della fratellanza del greco e latino. Bisogna però notare che quello che si cambia nel latino in s (o in h) è lo spirito denso e quello che in v (o forse talvolta in f) il lene. Onde si potrebbe anche concludere che l’uso dello spirito denso, sebbene antichissimo, sia però nelle voci greche piú recente, che quello del lene: che l’uso greco  (2197) (e quindi anche il latino) del σ per lo spirito, sia piú recente di quello dell’H, mutato nel latino in v o del digamma Ƒ ec.: che forse quelle parole greche scritte oggi collo spirito denso, che nel latino hanno il v, anticamente si scrissero o pronunziarono col lene (come Ἑστία ec.) o che cosí passarono agli eoli ec.

Vedi anche (circa lo spirito denso mutato in s) il Forcellini in sollus, sollicitare, principio, solitaurilia principio, solidus, principio (30 novembre 1821).


*    Solitas è voce latina antica, dice il Forcellini, e significa solitudine. Or eccola ancora vivissima nello spagnuolo soledad collo stesso significato. Vedi il glossario se ha nulla (30 novembre 1821).


*    Quello che altrove ho detto della lingua del Bar-