Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/139

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(2246-2247-2248) pensieri 127

del secolo di Augusto, ma presso gli anteriori e i posteriori (vedi Forcellini). Fra’ quali l’autor della Vita di Virgilio innanzi  (2247) alla metà, cioè cap. 11. Vedi il glossario se ha nulla. Voler dicono i francesi, ed è notabile perché viene ad essere la radice d’involare in questo senso. Vedi il glossario anche in volare se ha nulla. Vedi i dizonari spagnuoli.

Nocchiero voce nostra usuale viene da ναυκλῆρος, mutato l’au in o e il cl in chi, come appunto da clericus chierico, da clamare chiamare ec. Nauclerus si trova negli scrittori latini, ma rara, non usuale; e parrebbe ch’ella fosse stata per loro un grecismo: pure indubitatamente ella fu presso i latini volgarissima, sebben poco usata dagli scrittori, giacché volgarissima è in italiano fino ab antico. Vedi il Forcellini e (se ha nulla) l’Appendice e il glossario (12 dicembre 1821).


*    Alla p. 1124, margine. Tutto quello che ho detto della monosillabía di tali vocali successive, quantunque non connumerate fra’ dittonghi, cresce di forza, se queste vocali doppie, triple ec. sieno le stesse, cioè due e, due i ec. e massimamente se sono due i (l’esilissima lettera dell’alfabeto). Giacché non solo i poeti giambici, comici ec., ma gli epici, i lirici ec. consideravano spessissimo il  (2248) doppio i come una sola sillaba, secondoché si può vedere in Dii Diis, anzi piú spesso, cred’io, per una sola sillaba che per due. Anzi lo scrivevano ancora con una sola lettera, e questo fu proprio degli antichi e seguitato poi da’ poeti (Vedi il Forcellini, il Cellario, l’Encyclopédie, Grammaire, in I o J). Ora appunto il caso nostro ne’ preteriti della quarta è di un doppio i, il quale pure cred’io che spesso troveremo e nelle antiche scritture latine e ne’ poeti e scritto e computato per vocale semplice ovvero per sillaba unica; e forse piú spesso cosí che altrimenti, cioè piú spesso audi che