Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2248

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[p. 127 modifica] doppio i come una sola sillaba, secondoché si può vedere in Dii Diis, anzi piú spesso, cred’io, per una sola sillaba che per due. Anzi lo scrivevano ancora con una sola lettera, e questo fu proprio degli antichi e seguitato poi da’ poeti (Vedi il Forcellini, il Cellario, l’Encyclopédie, Grammaire, in I o J). Ora appunto il caso nostro ne’ preteriti della quarta è di un doppio i, il quale pure cred’io che spesso troveremo e nelle antiche scritture latine e ne’ poeti e scritto e computato per vocale semplice ovvero per sillaba unica; e forse piú spesso cosí che altrimenti, cioè piú spesso audi che [p. 128 modifica]audii ec. Osservate che anche i nostri antichi solevano scrivere udí, partí per udii, partii ec. I latini facevano similmente ed anche scrivevano semplice il doppio i di ii, iidem, iisdem, ec. Vedi, fra gli altri infiniti, Virgilio, Eneide, II, 654; III, 158. E quante volte troverete ne’ poeti o negli antichi prosatori audisse audissem ec. ec. Ovvero, per esempio, petiisse trisillabo ec. Forse piú spesso che quadrisillabo.

Osservate ancora che au, il quale non è uno de’ dittonghi latini e si pronunzia sciolto (almeno cosí fanno gl’italiani e insegnano gli antichi grammatici o lo mostrano quando