Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/165

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(2294-2295-2296) pensieri 153

cativi; le illusioni della virtú, della grandezza d’animo, della compassione, della gloria non sono irrevocabilmente chiuse per loro, come per un principe filosofo moderno: e se non altro in quelli la coscienza e l’opinione ripugna al costume e al vizio; in questi li rassoda, li protegge (essendo un filosofo moderno, necessariamente egoista, e quindi malvagio, per principii), anzi li comanda e condannerebbe il principe se non fosse egoista dopo aver conosciute le cose e gli uomini. Cosí che anche un principe, inclinatissimo alla virtú, divenendo filosofo alla moderna, diverrebbe quasi per forza e suo malgrado vizioso,  (2295) come accade ne’ privati. Volete una prova di fatto? Volete conoscere che cosa sia un principe filosofo moderno? Osservate Federico II e paragonatelo con Marcaurelio. Di maniera che è da desiderarsi sommamente oggidí che un principe non sia filosofo, il che tanto sarebbe, quanto freddo e feroce e inesorabile egoista, ed un egoista che ha in mano e può disporre a’ suoi vantaggi una nazione è quanto dire un tiranno. Ecco il bel frutto e pregio della filosofia moderna, la quale finisce d’impossibilitare i principi ad esser virtuosi, siccome fa ne’ privati, e a conoscer gli uomini, senza il che non possono esser buoni principi. Ma siccome questo effetto della filosofia moderna non è in quanto moderna, ma in quanto vera e perfezionata filosofia (giacché niente di falso le possiamo imputare), e siccome le cose si denno considerare e giudicare nella  (2296) loro perfezione, cioè nella pienezza del loro essere e delle loro qualità e proprietà, cosí giudicate che cosa sia per essenza la filosofia, la sapienza, la ragione, la cognizione del vero, tanto riguardo al regolare le nazioni, cioè riguardo a’ principi, quanto assolutamente parlando (27 dicembre 1821).


*    Alla p. 2275. Chi di noi, volendosi mettere per