Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/221

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(2386-2387) pensieri 209

meschiare, altra corruzione di mischiare, cioè cambiato poi l’i in e, come in mescolare mezclar ec. (3 febbraio 1822).


*    Alla p. 2324, sul principio. Vedi pure il Forcellini in montuosus, il quale inclino a credere che possa dinotare un vecchio ed antiquato, o popolare e corrotto dal volgo, montus us. Vedi il glossario se ha nulla (3 febbraio 1822).


*    Stimabile è la menzogna quando giova a chi la dice e a chi l’ode non fa nocumento. Parole in persona di Cariclea fanciulla greca, presso Eliodoro Delle cose Etiopiche. Libro Primo tradotto dal Gozzi, Opere, Venezia, Occhi, 1758, t. VI, p. 92 (4 febbraio 1822).


*    La lingua italiana ha un’infinità di parole ma soprattutto di modi che nessuno ha peranche adoperati. - Ella si riproduce illimitatamente nelle sue parti. Ella è come coperta tutta di germogli, e per sua propria natura pronta sempre a produrre nuove maniere di dire. - Tutti i classici o buoni scrittori crearono continuamente nuove frasi. Il vocabolario ne contiene la menoma parte; e per verità il frasario di un solo  (2387) di essi, massime de’ piú antichi ec., formerebbe da se un vocabolario. Laonde un vocabolario che comprende tutti i modi di dire, ottimi e purissimi, adoperati da’ classici italiani e dagli stessi soli testi di lingua, sarebbe impossibile. Quanto piú uno che comprendesse tutti gli altri egualmente buoni che sono stati usati o che si possono usare in infinito! Usarli dico e crearli nuovamente, e nondimeno con sapore e natura tutta antica: anzi non la moderna, ma la sola antica lingua italiana possiede ed è capace di questa fecondità. - Deducete da ciò l’ignoranza di chi condanna quanto non trova nel vocabolario. E con-