Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/23

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(2018-2019-2020) pensieri 11

felicità dell’uomo consiste nella vivacità delle sensazioni e della vita, perciocch’egli ama la vita. E questa vivacità non è mai tanto grande come quando ell’é corporale. Lo stato naturale provvedeva ottimamente a questa inclinazione elementare e generalissima dell’uomo (30 ottobre 1821).  (2019)


*   Alla p. 2010, margine. Questi due verbi però, fluctuare, ed effettuare (effectuer, efectuar), mi denotano un altro genere di formazione di verbi, fatti da’ verbali in us (cioè consonanti co’ participii in us de’ verbi positivi), troncando la s e aggiungendo l’are, genere analogo ai continuativi, ma assai meno copioso; il quale, essendo stato adoperato ne’ tempi della buona antichità, seguí pure ad esserlo, con nuove formazioni, ne’ bassi tempi, dove trovi usuare, usufructuare ec. ec. Abbiamo volgarmente questuare da quaestus us, azione evidentemente piú lunga, abituale ec. di cercare. Quêter in francese, puro continuativo di quaerere, ha pure simil forza ec. Abbiamo pur noi situare ec., graduare ec., abituare ec. ed in uere si trova statuere da status us. Vedi p. 2226, 2338. Cosí sinuare, insinuare, aestuare, exdorsuare. Vedi p. 2323. Derivano insomma questi verbi in uare da’ nomi della quarta declinazione per lo piú verbali e presi da’ participii in us. Cosí arcuare, tumultuare o ari (30 ottobre 1821).


*    I fanciulli con la vivacità della loro immaginazione e col semplice dettame della natura scuoprono e vedono evidentemente delle somiglianze e affinità fra cose disparatissime, trovano rapporti astrusissimi, dei quali converrebbe che il filosofo  (2020) facesse gran caso e non si sdegnasse di tornare in qualche parte fanciullo e ingegnarsi di veder le cose come essi le vedono. Giacché è certo, che chi sucopre grandi e lontani rapporti, scuopre grandi e riposte verità e cagioni, e forse perciò il fanciullo sa talvolta assai piú del filo-