Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/244

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232 pensieri (2423-2424-2425)

strisuoi pari, d’una società di caffè,  (2424) o, per dir molto, degli scioperati d’una provincia; e bene spesso la carcere e l’esilio volontario, la confisca dei beni ec.

Insomma, considerando attentamente, si vede che l’onore antico, anche in quanto era oggetto del punto d’onore, non si differenziava dalla gloria e da una gloria riconosciuta da tutti per tale; laddove il moderno in molti casi e presso molta e (per lo piú) la miglior parte della società, non si differenzia dall’infamia. Questa è la piú notabile ed importante diversità che passa fra l’onore antico e il moderno; che quello era gloria, e questo, per dir poco, è nulla.

La qual differenza si può vedere anche nelle cose, dove il punto d’onore moderno sarebbe utile, non altrimenti che l’antico. Che gloria, che immortalità si guadagna, che entusiasmo commove un uffiziale che per punto d’onore tien fermo in un posto pericolosissimo o vi resta morto? Si può veramente dire che l’onor moderno è tutto opinione, e piú opinione di quel che lo fosse l’antico. Giacché l’onor moderno, sebbene riconosciuto da molti, sta tutto nell’opinione  (2425) individuale di ciascuno per se, e dopo ch’egli n’ha osservato le leggi, anche con suo sommo sacrificio, nessuno onore gliene viene, neanche dall’opinione degli altri, che lo dispensa. Come quegli atti secreti di virtú, quelle buone opere di pensiero, che in questo mondo non son premiate se non dalla propria coscienza. Tutto l’opposto succedea fra gli antichi.

Era punto d’onore nelle truppe spartane il ritornare ciascuno col proprio scudo. Circostanza materiale, ma utilissima e moralissima nell’applicazione, non potendosi conservare il loro scudo amplissimo (tanto che vi capiva la persona distesa), senza il coraggio di far testa e di non darsi mai alla fuga, che un tale scudo avrebbe impedita (6 maggio 1822).