Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/355

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(2626-2627-2628) pensieri 343

non consideravano queste come loro simili, e quindi non attribuivano loro nessun diritto, né si stimavano obbligate ad esercitar cogli esteri la giustizia distributiva ec., se non in certi casi, convenuti generalmente per necessità, come dire l’osservazion de’ trattati, l’inviolabilità degli araldi ec., cose tutte la ragion delle quali appoggiavano favolosamente alla religione, come quelle che da una parte erano necessarie volendo vivere in società, dall’altra non avevano alcun fondamento nella pretesa legge naturale. Quindi gli araldi amici e diletti di Giove presso Omero ec., quindi il violare i trattati era farsi nemici gli Dei (vedi Senofonte in Agesilao) ec. Ho citato l’Epitafios attribuito a Demostene per provare che questa falsa ma naturale idea della superiorità loro ec. ec. sulle altre nazioni, la confermavano  (2627) le nazioni antiche, e poi le fondavano sulle favole e sulle storie da loro inventate, tradizioni ec., dando cosí a questo inganno una ragione e una forza di massima e di principio. Anche piú notabile in questo proposito è quel che si legge nel Panegirico d’Isocrate, verso il principio, dove fa gli ateniesi superiori per natura ed origine a tutti gli uomini. Vedi anche l’Orazione della Pace, dove paragona gli ateniesi coi Τριβαλλοί e coi Λευκανοί. Similmente il popolo ebreo chiamavasi il popolo eletto, e quindi si poneva senza paragone alcuno al di sopra di tutti gli altri popoli sí per nobiltà, sí per merito, sí per diritti ec. ec. e spogliava gli altri del loro ec. ec. (25 settembre 1822).


*   Pausa, posa, posare (per riposare), riposo, riposare (reposare) e simili vengono indubitatamente  (2628) da παύω-παύσω-παῦσις ec. (28 settembre 1822).


*   Isocrate nel Panegirico, pag. 133, cioè prima del mezzo (quando entra a parlare delle due guerre Persiane), lodando i costumi e gl’istituti di coloro che ressero