Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/424

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412 pensieri (2750-2751-2752)

alfabeti. L’una prima del perfezionamento dell’alfabeto, l’altra dopo la sua intera perfezione.  (2751) Nell’una e nell’altra epoca (specialmente però nella prima) questi caratteri contribuirono grandemente a distinguere l’alfabeto di una nazione da quello di un’altra, benché tutti gli alfabeti derivassero da un’origine sola. Anzi, parlando delle diversità intrinseche ed essenziali de’ varii alfabeti (cioè di quelle che non consistono nella forma de’ caratteri ec.) questa è forse la loro cagione principale (3-4 giugno 1823). Si possono facilmente riconoscere i caratteri composti appartenenti alla seconda epoca da quelli della prima, considerando se essi si trovano o no nell’alfabeto da cui piú o meno immediatamente deriva quello in questione. Non trovandosi, è segno ch’essi appartengono alla seconda epoca. Come, non trovandosi nell’alfabeto fenicio, da cui viene il greco, i caratteri composti o doppi ψ, φ, χ, ω, ξ, è segno che questi appartengono alla seconda epoca, nel modo che si è mostrato di sopra. Questo però non è sempre un segno certo, potendo una nazione anche in quella prima imperfezione dell’alfabeto  (2752) avere adottato dei caratteri composti che non si trovassero in quell’alfabeto da cui derivava il suo, ed avergli adottati per diverse ragioni, come per bisogni particolari della sua lingua, a cui non bastassero i caratteri che bastavano all’altra, o alcuni di questi soprabbondassero e non servissero, altri mancassero. La vera, intrinseca ed essenziale differenza tra i caratteri composti della prima epoca e quelli della seconda, si è che quelli sono figli immediati de’ suoni, cioè trovati per rappresentare immediatamente i suoni, e questi sono figli d’altri caratteri, cioè trovati per rappresentare due o piú caratteri già esistenti e noti, e cosí sono nipoti de’ suoni (4 giugno 1823).


*   Alla p. 2739, fine. In primavera non è dubbio che