Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/58

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46 pensieri (2087-2088-2089)

des principes de logique communs à toutes les nations, rend très-facile de s’entendre; une étude très-légère suffit pour apprendre l’italien et l’anglais; mais c’est une science que l’allemand. La période allemande entoure la pensée comme des serres qui ouvrent et se referment pour la saisir. Une construction de phrases à peu près telle qu’elle existe chez les anciens s’y est introduite plus facilement que dans aucun autre dialecte européen; mais les inversions ne conviennent guère aux langues modernes ec.; e segue riprendendo il troppo uso delle inversioni nel tedesco; l. c., p. 245-7.

Una lingua somigliante per indole alle antiche, e somigliante in particolare alla greca, siccome è la tedesca, è pure éminemment  (2088) (come dice la Staël in altro luogo) propria alla filosofia. La lingua tedesca non ha indole antica, se non perch’ella non è ancora abbastanza formata, per aver presa un’indole decisamente propria del tempo in cui ella è scritta; e perciò solo ella ha quel vago e quel libero e quel vario ch’è proprio delle lingue antiche. Per acquistare indole moderna una lingua, ancorché moderna, ha bisogno di molto maggior coltura, uso, arte, cospirazione di scrittori e di mezzi, che non ne avevano le lingue antiche per acquistare una forma propria del tempo loro o le lingue moderne per acquistare una forma antica. Giacché la forma antica era molto piú vaga e indeterminata della moderna e poco bastava a procurarla e stabilirla.


Ma, prescindendo da ciò, quest’esempio di fatto prova e conferma quello che in diversi luoghi ho detto: 1o, che  (2089) le lingue d’indole antica sono capacissime della piú sottile filosofia e di esprimere ogni piú riposta ed elementare idea umana; 2o, che la lingua greca (simile alla tedesca) lo fu e lo sarebbe anche oggi se vivesse, ed avrebbe potuto servire ai nostri tempi molto meglio della latina se ec. ec. ec.; 3o, che la lingua italiana, essendo fra le