Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/90

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78 pensieri (2149-2150-2151)

di manere, contratto di manitus, il quale è tanto regolare participio di manere, come monitus di monere (docitus di docere ec.), ovvero mantare è contratto esso medesimo da manitare (23 novembre 1821).  (2150)

*   Lo stile e la lingua di Cicerone non è mai tanto semplice quanto nel Timeo, perocch’egli è tradotto dal greco di Platone. E pure Platone fra i greci del secol d’oro è (se non vogliamo escludere Isocrate ) senza controversia il piú elegante e lavorato di stile e di lingua, e il Timeo è delle sue opere piú astruse e forse anche piú lavorate, perch’esso principalmente contiene il suo sistema filosofico. Platone, il principe della raffinatezza nella lingua e stile greco prosaico, riesce maravigliosamente semplice in latino, e nelle mani di Cicerone, a fronte della lingua e stile originale degli altri latini e di esso Cicerone, principe della raffinatezza nella prosa latina. La maggiore raffinatezza ed eleganza dell’aureo tempo della letteratura greca riesce semplicità trasportata non già ne’ tempi corrotti, ma nell’aureo della letteratura latina e per opera del suo maggiore scrittore (23 novembre 1821).


*    A quello che ho detto altrove circa il modo da tenersi nel consolare, aggiungete che in ultima analisi l’unica consolazione dei mali, massimamente grandi, è il persuadersi, o almeno il credere confusamente, ch’essi o non sieno reali o meno gravi che non parevano,  (2151) o che abbiano rimedio o compenso ec. Le forti afflizioni non si consolano finalmente se non in questo modo; e il tempo consolatore adopra anch’esso in gran parte questo metodo (23 novembre 1821).


*    Osservate le incredibili abilità che acquistano i ciechi nella musica e in altro, i sordi nell’intendere