Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/145

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
138 pensieri (3020-3021)

cipitis e non praecipis o praecupis, troviamo che il verbo della prima coniugazione che a lui corrisponde non è praecipare, praecupare, ma praecipitare. Laddove manceps particeps ec., facendo mancipis, participis, troviamo che si dice appunto mancipare, participare, e non mancipitare, participitare ec. (24 luglio 1823).


*    Il canto fermo è come la prosa della musica: il figurato la poesia (24 luglio 1823).


*    Alla p. 2997. Similmente da un verbo della seconda è fatto sedare, il quale spetta indubitatamente a questa categoria, e viene da sedeo, e per significato n’é un continuativo. Sedare si trova ancora in significato neutro come sedeo, e questo dev’essere il suo primitivo. Anche miseror aris - misereor eris della seconda, se quello però non viene da miser. Ora paragonate quel passo di Stazio: his  (3021) dictis sedere minae, cioè, dice il Forcellini (in Sedeo, col. ult.) sedatae sunt, ossia cessarono o si mitigarono, con quell’altro antico postquam tempestas sedavit, cioè cessò o si mitigò. Sedare pulverem ap. Fedro è sedere, vel considere, vel residere facio. Sedare curriculum è sedere facio in quanto sedere significa talora consistere, fermarsi. Il Forcellini stesso spiega sedo per facio ut aliquid residat. Vedilo in Sedeo e Sedo e paragona insieme gli esempi e i significati dell’uno e dell’altro, ed anche dei composti di sedeo ec. Nota che sedeo ha anche il suo verbo formato dal participio in us, cioè sessitare (24 luglio 1823).


*    Alle molte cose da me dette altrove per mostrare come la lingua greca non ha bisogno che di poche radici per essere ricchissima, stante l’infinito uso ch’ella fa delle derivazioni e composizioni ec., e com’ella moltiplichi in infinito i suoi vocaboli primitivi ec., aggiungi la voce media ch’ella ha, e il bel-