Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/184

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(3085-3086-3087) pensieri 177

il contrario che delicato di forme. Anzi rozzissimo e robustissimo, come quello che dalla necessità di provvedere a’ suoi bisogni giornalmente è costretto alla continua fatica, e dal sole e dalle intemperie degli elementi è abbronzato e irruvidito. E la delicatezza gli nuocerebbe; onde s’egli pur accidentalmente sortisce una persona delicata dalla nascita, questo è un male e un difetto fisico per lui, e quindi una sconvenienza e bruttezza fisica,  (3086) come lo sono tanti altri difetti corporali che sí l’uomo naturale come il civile (e cosí gli altri animali e vegetabili) si porta dalla nascita, non per legge e per regola generale della natura umana, ma per circostanze irregolari e per accidente individuale o familiare o nazionale ec. Per le quali cose è certissimo che nell’idea che l’uomo naturale si forma della bellezza fisica della sua specie non entra per nulla la delicatezza, la quale per tutte le nazioni civili in tutti i secoli fu ed è indispensabile parte di tale idea. Anzi per lo contrario è certissimo che la delicatezza per l’uomo naturale entra nell’idea della bruttezza umana fisica. Che se l’uomo naturale non esigerà nelle forme femminili tanta rozzezza quanta nelle maschili, non sarà già ch’egli vi esiga la delicatezza, né anche ch’egli concepisca per niun modo la delicatezza come bella nel sesso femminile; anzi, per lo contrario, egli esigerà  (3087) nelle forme donnesche tanta robustezza quanta è compatibile colla natura di quel sesso, e tanto piú belle stimerà quelle forme quanto piú mostreranno di robustezza senza uscir della proporzione del sesso. E se la robustezza uscirà di tal proporzione, ei la condannerà, non come opposta alla delicatezza, quasi che la delicatezza fosse parte del bello, ma, senza niuna relazione alla delicatezza, la condannerà come sproporzionata e fuor dell’ordinario in quel sesso. Laddove, per lo contrario, le nazioni civili esigono nelle forme donnesche tanta delicatezza quanta possa non uscir