Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/238

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(3182-3183-3184) pensieri 231

questo, cosí di forma come di significazione, diminutivo. Diciamo anche tremulare, o piuttosto lo dicevano i nostri antichi, piú alla latina, benché questo verbo nel buon latino non si trovi. Trovasi però nel  (3183) basso latino: Vedi il glossario cang. Il Franciosini scrive tremular; lo chiama vocabolo barbaro, e lo spiega tremare. Gli spagnoli dicono pure tremolar (Solís Hist. de Mexico, l. I, capit. 7, principio), ma attivamente per agitare, dimenare, sventolare (come tremolar unas vanderas nel citato luogo del Solís), alla qual significazione par che appartenga l’ultimo esempio del glossario cang. in Tremulare (17 agosto 1823, domenica).


*    Gli uomini che nel mondo sono stimati e son tenuti da quanto gli altri o da piú degli altri, lo sono per l’ordinario in quanto coll’uso della società essi si sono allontanati dalla natura lor propria e dagli abiti naturali dell’uomo generalmente, ed hanno in se oscurata e coperta la natura, o sanno, sempre che vogliono, coprirla. E quanto piú è oscurata in loro e coperta e mutata sí la natura individuale e lor propria, vale a dire il loro natural carattere, e gli abiti a che essa particolar natura gli avrebbe condotti, sí la natura generale degli uomini, tanto la stima generale verso di essi è maggiore. Voglio dir che la piú parte delle qualità che negli uomini ottengono stima appo il mondo, o sono totalmente acquisite e per nulla naturali, anzi spesso contrarie alla natura lor propria o generale; ovvero sono talmente svisate  (3184) dal naturale che per naturali non si ravvisano, e piú che sono svisate, piú, per l’ordinario, si stimano. Perocché egli è ben raro che una qualità semplicemente naturale, e tale qual ella è da natura, sia stimata punto nella società, e quando pur sialo, questa stima non è né durevole, né salda, né generale, né molta, ed è sempre inferiore a quella delle qualità acquisite o snaturate, le quali si apprezzano per regola, stabilmente e seriamente,