Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/244

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(3192-3193) pensieri 237

siasi la cagione, perch’esse vivamente lo rappresentino (come spaccare piú vivamente rappresenta l’azione significata, e desta un’idea piú viva che fendere per varie ragioni che ora non accade specificare, e lungo sarebbe il farlo), o perché di un’azione o di un soggetto non vivace, ne destano però una viva e presente idea (18 agosto 1823).


*    Per li nostri pedanti il prender noi dal francese o dallo spagnuolo voci o frasi utili o necessarie non è giustificato dall’esempio de’ latini classici che altrettanto faceano dal greco, come Cicerone massimamente e Lucrezio, né dall’autorità di questi due e di Orazio nella Poetica, che espressamente difendono e lodano il farlo. Perocché i nostri pedanti coll’universale dei dotti e degli indotti tengono la lingua greca per madre della latina. Ma hanno a sapere ch’ella non fu madre della latina, ma sorella, né piú né meno che la francese e la spagnuola sieno sorelle dell’italiana. Ben è vero che la greca letteratura e  (3193) filosofia fu, non sorella, ma propria madre della letteratura e filosofia latina. Altrettanto però deve accadere alla filosofia italiana, e a quelle parti dell’italiana letteratura che dalla filosofia debbono dipendere o da essa attingere, per rispetto alla letteratura e filosofia francese. La quale dev’esser madre della nostra, perocché noi non l’abbiamo del proprio, stante la singolare inerzia d’Italia nel secolo in che le altre nazioni d’Europa sono state e sono piú attive che in alcun’altra. E voler creare di nuovo e di pianta la filosofia, e quella parte di letteratura che affatto ci manca (ch’é la letteratura propriamente moderna); oltre che dove sono gl’ingegni da questa creazione? ma quando anche vi fossero, volerla creare dopo ch’ella è creata, e ritrovare dopo trovata ch’ell’é da piú che un secolo, e dopo cresciuta e matura, e dopo diffusa e abbracciata e trattata continuamente da tutto il