Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/276

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
(3244-3245) pensieri 269

come si può vedere in moltissime proposizioni (sistemi) ed anche pure supposizioni, dall’immaginativa e dal cuore o trovate o formate, e da essi soli derivate e autorizzate, e in essi soli fondate, le quali furono sempre e sono tuttavia ammesse e tenute da tutte o da quasi tutte le nazioni in tutti i tempi, e dall’universale degli uomini avute, anche oggidí, per verità indubitabili, e da’ sapienti, quando non altro, per piú verisimili e piú universalmente accettabili che alcun’altra sul rispettivo proposito. Il che forse di niuna ipotesi (generale o particolare, cioè costituente sistema, o no ec.) dettata dalla pura ragione e dal puro raziocinio, si vedrà essere intervenuto né intervenire. Finalmente la sola immaginazione ed il cuore, e le passioni stesse; o la ragione non altrimenti che colla loro efficace intervenzione, hanno scoperto e insegnato e confermato le piú grandi, piú generali, piú sublimi, profonde, fondamentali, e piú importanti verità filosofiche che si posseggano, e rivelato  (3245) o dichiarato i piú grandi, alti, intimi misteri che si conoscano, della natura e delle cose, come altrove ho diffusamente esposto (22 agosto 1823).


*    In conferma del sopraddetto si osservi che i piú profondi filosofi, i piú penetranti indagatori del vero, e quelli di piú vasto colpo d’occhio, furono espressamente notabili e singolari anche per la facoltà dell’immaginazione e del cuore, si distinsero per una vena e per un genio decisamente poetico, ne diedero ancora insigni prove o cogli scritti o colle azioni o coi patimenti della vita che dalla immaginazione e dalla sensibilità derivano, o con tutte queste cose insieme. Fra gli antichi Platone, il piú profondo, piú vasto, piú sublime filosofo di tutti essi antichi, che ardí concepire un sistema il quale abbracciasse tutta l’esistenza, e rendesse ragione di tutta la natura, fu nel suo stile, nelle sue invenzioni ec. cosí poeta come