Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/374

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
(3403-3404-3405) pensieri 367

liare e dal volgo, di sostenersi, d’innalzarsi; ma come? Con un copiosissimo uso d’immagini, pensieri ed espressioni poetiche.  (3404) E non mezzanamente, confusamente o solo in parte poetiche, ma forte, espressa e totalmente. Senza ciò non ottiene mai dignità ed elevazione, e sempre tira al basso, e si accosta al discorso ordinario, allo stile parlato, di conversazione ec. Ma ciò è ben diverso, e, in certo senso, contrario al modo in che i greci e i latini davano dignità ed elevatezza al loro stile, in che gliene diedero i nostri classici e gli spagnuoli, benché non sempre perfetti nel loro genere di stile, come avrebbero e potuto e dovuto essere, e come esigeva naturalmente esso genere di stile, e l’indole stessa della lingua ec. Si possono vedere le pagg. 3413 segg. e 3561, segg. ec. Vedi quello che altrove ho detto sopra il poetico dello stile di Floro (Vedi p. 3420) e quello che ho detto sopra ciò, che la lingua francese, sempre prosaica nel verso, è oggimai sempre poetica nella prosa; e altri tali pensieri.

Venendo alla conchiusione, ripeto che da una lingua cosí conforme alla nostra, come ho mostrato essere la spagnuola per ogni verso, e per tante cagioni naturali, accidentali, intrinseche, estrinseche ec.; da una lingua sorella com’essa è all’italiana, da una lingua ec. ec.; molta bella ed utile novità possono trarre gli scrittori italiani moderni, come ne trassero gli antichi e classici nostri. Ma voglio io perciò introdotti nella lingua italiana degli spagnuolismi? Tanto come, consigliando  (3405) di attingere dal latino, intendo consigliare che s’introducano nell’italiano de’ latinismi.1 Sono nel latino molte parole,

  1. Molto meno io vorrei consigliare che la lingua o lo scrittore italiano si modellasse sulla lingua spagnuola, molto alla nostra inferiore in perfezione, benché conforme in carattere. Oltre che una lingua già perfetta non si dee modellare, anzi dee fuggir di modellarsi sopra alcuna altra, sia quanto si vuole perfettissima. E cosí a proporzione discorrasi della letteratura ec.