Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/43

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36 pensieri (2853-2854)

tutto ciò che la traduzione de’ Settanta, barbara per troppa conformità estrinseca coll’originale, non le è di gran lunga cosí scrupolosamente e onninamente conforme, come le vantate traduzioni tedesche agli originali loro.

Una lingua perfetta che sia pienamente libera ec. colle altre qualità dette di sopra contiene in se stessa, per dir cosí, tutte le lingue virtualmente, ma non mica può mai contenerne neppur una sostanzialmente. Ella ha quello che equivale a ciò che le altre hanno, ma non già quello stesso precisamente che le altre hanno. Ella può dunque colle sue forme rappresentare e imitare l’andamento dell’altre, restando però sempre la stessa, e sempre una, e conservando il suo carattere ben distinto da tutte; non già assumere l’altrui forme per contraffare l’altrui andamento; dividendosi e moltiplicandosi in mille lingue, e mutando a  (2854) ogni momento faccia e fisonomia per modo che o non si possa mai sapere e determinare qual sia la sua propria, o di questa non si possa mai fare alcuno argomento da quelle ch’ella assume, né in queste raffigurarla.

Ella è cosa piú che certa e conosciuta che i popoli meridionali differiscono per tratti essenzialissimi e decisivi di carattere da’ popoli settentrionali e gli antichi da’ moderni, per non dire delle altre secondarie suddivisioni e suddifferenze nazionali caratteristiche. Ella è cosa ugualmente inconcussa che il carattere di ciascuna lingua perfetta si è precisamente quello della nazione che la parla, e viceversa. La stessa verità è indubitata e universale intorno alla letteratura. Or dunque che una lingua settentrionale possa senza menomamente violentarsi né differir da se stessa, non solo imitare, anzi copiare, il carattere, ma assumere indifferentemente le forme, l’ordine, le costruzioni, le frasi, l’armonia di qualunque lingua meridionale come di qualunque settentrionale, che una lingua moderna possa altresí lo stesso indifferente-