Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/44

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(2854-2855-2856) pensieri 37

mente con qualunque lingua antica  (2855) siccome con qualunque moderna; questo in rerum natura, e se i principii della logica universale vagliono qualche cosa ne’ casi particolari, è impossibile quando questa lingua sia veramente formata e determinata, e molto piú nella supposizione che sia perfetta. Questo medesimo, oltre di ciò, secondo tutte le regole e teorie speculative della letteratura, secondo tutti gl’insegnamenti dati finora dall’osservazione e dall’esperienza in queste materie, è contraddittorio in se stesso, non essendo possibile che una tal lingua, contraffacendo esattamente le forme e frasi proprie e speciali d’un’altra lingua caratteristicamente diversa, ne rappresenti il genio e il carattere, e ne conservi lo spirito, essendosi sempre veduto ne’ casi particolari, e confermato colle ragioni speculative generali, che da tal causa risulta contrario effetto, e contrario totalmente, anche trattandosi di lingue affini e somiglianti di carattere. Ma lasciando questo, e tornando alla prima impossibilità, dico che il carattere proprio di una lingua è sempre per sua natura esclusivo degli altri caratteri, siccome lo è quello  (2856) di una nazione, quando sia formato e completo; che quello ch’é impossibile alla nazione è impossibile alla lingua; che se la nazion tedesca non può assumere per natura il preciso e proprio carattere de’ francesi, se non può assumerne i costumi e le maniere senza nuocere al carattere nazionale, senza guastarsi, senza rendersi affettata, e dimostrarsi composta di parti contraddittorie, e produrre il senso della sconvenienza, dello sforzo, della violenza fatta alla propria natura, cosí la lingua tedesca, s’ella ha già forma propria e certa, s’ella ha carattere, s’ella è perfetta, non può per natura contraffare e ricopiare il carattere delle altre lingue, non può senza gl’inconvenienti sopraccennati e anche maggiori, rinunziando alle forme proprie, assumere nelle traduzioni le forme delle lingue straniere.