Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/101

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
96 pensieri (3666-3667-3668)

meno avanti, poi si fermò e divenne stazionaria (come nel Messico, nella Cina); in altri retrocedette, poi risorse, poi seguitò e segue sempre a progredire, come in Europa.

Questo mio discorso non è immaginazione. L’universale e costantissima tradizione e le memorie tutte della remotissima antichità provano che una in fatto fu l’origine dell’uman genere.1) Esse e la ragione provano che l’unicità di nazione nell’uman genere durò e dovette  (3667) naturalmente durare per lunghissimo tratto di secoli. Essa tradizione espressa, esse memorie, essa ragione provano che la prima corruzione del genere umano fu universale, cioè di tutto il genere insieme, che dalla nazione umana già corrotta, già degenerata, già ricca di moltissime invenzioni ec. (il che non poté essere che dopo lunghissimo spazio) si derivarono e si diffusero e separarono le varie nazioni in ch’ella poi si divise (torre di Babele ec.).

E venendo ad altri fatti, si trova che le scoperte ec. difficili, le quali furon proprie di qualche nazione particolare, e nacquero dopo la divisione del genere umano; benché necessarissime alla vita civile, benché tali che senza di esse la civiltà non sarebbe potuta crescere, né pur giungere a un grado da meritare un tal nome, non si sono mai introdotte, se non presso le nazioni che hanno o hanno avuto relazione tra loro; e nell’altre, benché giunte ancora fino a un certo segno di dirozzamento, come la Cina e il Messico ec., non si sono introdotte ancora, quantunque nelle civili nazioni esse sieno  (3668) antichissime, e d’origine immemorabile; o non vi s’introdussero se non per mezzo delle nazioni civili che ve le recarono dopo innumerabili secoli. Il che prova evidentemente che tali scoperte ec. ebbero un’origine sola (o fosse il caso o qualunqu’altra), poich’esse non furono mai note se non

  1. Veggasi la p. 3811.