Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/113

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108 pensieri (3685-3686-3687)

nunzia, e sovente nella scrittura  (3686) e ne’ versi piú o men regolari, piú o men rozzi e informi, e massime ne’ ritmici, che certo furono propri de’ piú antichi, come poi de’ piú moderni, invece de’ metrici, o piú di questi ec., ma eziandio ne’ metrici ec. ec. (14 ottobre 1823).


*    Alla p. 2903. — E conspico o conspicor, despico (vedi Forcellini in despicatus) e despicor (e s’altro tale ve n’ha da specio o da’ suoi vari composti), a proposito del quale, benché conspicor si trova ordinariamente in senso né piú né meno di conspicio, cioè per nulla continuativo, nondimeno è da notare il luogo di Varrone, appo Forcellini. Contemplare et conspicare, idem esse apparet. Dunque conspico è propriamente di significazione continuativo. Vedi ancora l’altro luogo di Varrone, dove conspicor è passivo, appo Forcellini, ibid., cioè in Conspico (14 ottobre 1823).


*    Ignotus, ch’è specie di participio, attivamente preso per qui non novit. Vedi Forcellini (14 ottobre 1823).


*    Nella mia teoria de’ continuativi ho discorso in differente luogo di exercitare e di arctare, quello continuativo di exerceo, questo di arceo. Nòtisi che exerceo è un de’ composti di arceo (almeno cosí giudico), come coerceo, onde forse (sebbene ei  (3687) fa coercitum) è coarctare ec., come ho detto parlando di arctare ec. (14 ottobre 1823).


*    Sella è certamente un diminutivo positivato di sedes (o di sedia, di cui altrove), come tra noi seggiola e seggetta sono diminutivi positivati di seggia, corruzione di sedia, che parimente abbiamo, cioè seggia e sedia, siège ec. Gli spagnuoli silla, pur diminutivo positivato. Sella italiano, selle francese in uno de’ signifi-