Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/116

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(3690-3691) pensieri 111

sarebbero regolari, e stimo che tale irregolarità e tali perfetti e supini convenienti ad altri verbi, e sconvenienti (per analogia grammaticale) a quei verbi a cui ora appartengono, dinotino altri verbi originali perduti. Massime che si trovano vestigi de’ supini ec. regolari di detti verbi ch’ora esistono, come noscitare, nasciturus, che mostrano i regolari supini di nascor e nosco, cioè noscitus e nascitus; i quali non è verisimile che sieno stati contratti essi medesimi in natus e notus, e che sieno grammaticalmente tutt’uno con questi.1) Il difettivo novi novisti, usato in senso presente ec. (ond’e’ non si può considerare per parte di nosco, come fanno i grammatici) è, secondo me, un avanzo e un segno  (3691) evidente di no verbo perduto, che nel perfetto fece novi, e nel supino notum (come po fece potum che ancora resta, onde potare: resta anche potus, participio ec.), voci poi trasportate al suo derivato nosco, che grammaticalmente è in verità difettivo, non men di novi isti, con cui egli è supplito, facendo d’ambo un solo.2) Cosí memini è avanzo e segno certo di meno perduto, anzi rimasto difettivo; da cui reminiscor o reminisco (mancante di perfetto e supino) che spetta pure a questa categoria, e s’altri v’ha, suoi compagni; come, secondo me, comminiscor, che viene, credo, da meno (non da mens come Forcellini), a cui o a commeno (ignoto) spetta, grammaticalmente parlando, il participio commentus, contratto da menitus o da commenitus (puoi vedere la p. 2774).

  1. Posco ha poposci, cioè, tolta la duplicazione (ch’è un accidente), posci regolare, e non povi. Perché dunque nosco novi? Posco non ha il supino oggidí. Perché scisco scivi, suesco evi, e non suesci, nosci ec.?
  2. Che novi novisti spetti ad altro verbo che a nosco, provasi e dal suo significato del presente (or perché ciò s’e’ fosse il proprio perfetto di nosco? il quale ha pure il presente ec.) e dell’imperfetto nel piuccheperfetto ec.; e dal veder che i grammatici, sebbene da un lato l’appropriano a nosco, dall’altro lato tutti, antichi e moderni, lo considerano e chiamano difettivo, come memini, né piú né meno. Dunque gli suppongono un altro tema, e questo ignoto, come a memini, odi ec.