Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/21

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16 pensieri (3542-3543)

delle cose piú necessarie e frequenti a nominarsi, piú materiali ec., delle cose che sembrano dover essere state le prime nominate ec. (come sono, almeno in gran parte, quelle significate ne’ monosillabi latini da me raccolti ec.) fossero radici, non meno che monosillabi; par che ne segua che in greco, ove tali nomi non sono radici, essi non siano i nomi primitivi greci delle dette cose, e che questi sieno perduti, e che il latino all’incontro gli abbia conservati; e cosí si confermi la maggior conservazione dell’antichità nel latino che nel greco. E probabilmente i detti nomi latini saranno stati una volta anche greci e saranno venuti da quella lingua onde il greco e il latino scaturirono, ma il latino gli avrà sempre conservati, sino a trasmettergli alle lingue oggi viventi, e nel greco si saranno poi perduti o disusati ec. ec. (27 settembre 1823).


*    Verbi in uare. Perpetuo as da perpetuus (28 settembre, domenica, 1823). Continuo as, obliquo as. Vedi p. 3571.


*    Continuativo o frequentativo. Perpetuito as da perpetuo asperpetuatus. Vedi Forcellini in Perpetuitassint.  (3543) Se già questa voce non fosse fatta (che nol credo) da perpetuitas, come forse necessitare italiano ec. da necessitas, di che ho detto altrove (28 settembre 1823).


*    Tonsito as da tondeo-tonsus, frequentativo. Il continuativo l’abbiamo noi: tosare (quasi tonsare). Vedi il glossario ec. (28 settembre, domenica, 1823).


*    Nella Bibbia bisogna considerare l’immaginazione orientale e l’immaginazione antichissima (anzi di un popolo quasi primitivo affatto ne’ costumi ec. e certo la piú antica immaginazione che si conosca oggidí).