Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/251

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246 pensieri (3865-3866)

stato presente della lor civiltà, che siccome assai recente, non è in generale cosí avanzata come in altri luoghi, e finalmente per la rigidità del clima che le rende naturalmente propria la vita casalinga e l’abitudine di questa, è forse di tutte le moderne nazioni civili la meno atta e abituata alla società personale ed effettiva; sopportando perciò facilmente ed anche approvando e celebrando, non pur la difformità, ma la singolarità delle azioni, costumi, caratteri, modi ec. delle persone (la qual singolarità appo loro non ha pochi né leggeri esempi di fatto, anche in città e corpi interi, come in quello de’ fratelli moravi, e in altri molti istituti ec. ec. tedeschi, che per verità non hanno  (3866) punto del moderno, e parrebbero impossibili a’ tempi nostri, ed impropri affatto di essi), sopporta ancora ed ammette e loda ec. una grandissima singolarità d’ogni genere nel parlare e nello scrivere, ed ha la lingua non pur nel verso, ma nella prosa, piú ardita per sua natura di tutte le moderne cólte, e pari in questo eziandio alla piú ardita delle antiche. La qual lingua tedesca, per conseguenza, è poetichissima e capace e ricca d’ogni varietà ec. (11 novembre 1823).


*    Il pellegrino e l’elegante che nasce dall’introdurre nelle nostre lingue voci, modi e significati tolti dal latino e quasi della stessa natura ed effetto con quello che nasce dall’uso delle nostre proprie voci, modi e significati antichi o passati dall’uso quotidiano, volgare parlato ec. Perocché siccome queste, cosí quelle (e talor piú delle seconde, che siccome erano, cosí conservano talvolta del barbaro della loro origine o dell’incólto di que’ tempi che le usarono ec.) hanno sempre (quando sieno convenientemente scelte, ed atte alle lingue ove si vogliono introdurre) del proprio e del nazionale, quando anche non sieno mai per l’addietro state parlate né scritte in quella tal lingua. E ciò è ben na-