Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/298

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
(3917-3918-3919) pensieri 293

sentimenti verso lei; solo per sapere e pensare quella essere sua sorella, prova un amore e una sorta di sentimenti di diversissima e distintissima specie. Giacché che questa differenza e il provar questi sentimenti e il non provar quelli, sia effetto dell’opinione e prevenzione ec. e non di un secreto istinto  (3918) naturale, come dicono, per modo che quel fratello, anche non sapendo quella essere sua sorella, dovesse provare affetto (ancorché menomo) verso lei, e questo fraterno, e non provare affetto d’altra sorta, e cosí un padre verso una figlia ignota o verso un figlio del medesimo sesso e cose simili, sono tutte stoltezze e dimostrate per falsissime, oltre dalla ragione, da mille esperimenti.

2o, Le dette osservazioni servono d’altro esempio confermante la prima mia proposizione, cioè quante passioni, sentimenti ec., anche tenerissimi ec., che paiono assolutamente naturali, anzi pure quante specie di passioni assolutamente e per origine e principio sieno puri effetti di circostanze, opinioni ec. e di accidenti che in natura non avrebbero avuto luogo. Infatti, questo amor fraterno o paterno ec. verso individui d’altro sesso, cosí vivo per una parte, e per l’altra cosí distinto dagli altri amori verso il sesso differente, anche da’ piú puri, sembra bensí la piú natural cosa del mondo, eppure è mero effetto delle circostanze, delle opinioni, delle leggi, le quali sono le vere madri di questa sorta di amore, che non par poter essere altro che opera e figlia della natura, e questa averla messa negli animi di propria mano, laddove, senza le opinioni, costumi e leggi, essa sorta di amore non avrebbe esistito, almeno in quel tal grado ec., e il genere umano ne sarebbe al tutto inesperto, e non saprebbe che cosa ella si fosse. Siccome accade veramente ne’ selvaggi ec. che non abbiano leggi o costumi relativi ec., i quali non faranno mai difficoltà di usare colle sorelle, e amandole vivamente ciò non  (3919) sarà in altra guisa che carnalmente (poiché essi non sono capaci nemmeno degli