Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/331

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
326 pensieri (3954-3955)

mente ed essenzialmente legate ec., come debbono esser necessariamente piú o meno tutti i libri di vera poesia in verso o in prosa ec. ec. (7 decembre 1823). - Si estendano ancora le dette osservazioni alla diversità delle idee concomitanti di una stessa parola ec. e quindi dell’effetto di una stessa scrittura ec., secondo i tempi e le nazioni, i forestieri o nazionali, posteri piú o meno remoti o contemporanei ec. E quindi alla poca durevolezza ed estensione possibile della fama e stima di una scrittura per ottima ch’ella sia, almeno dello stesso grado e qualità di fama e stima, e del giudizio di essa ec., massime essendo impossibili le traduzioni perfette, o dall’antico nel moderno, o d’uno in altro moderno ec., come di sopra. E le differenze occasionate ne’ lettori da quelle de’ tempi, costumi, climi, luoghi ec. ec. ec. (7 decembre 1823).


*    «Quoi qu’on en dise, il vaut mieux être heureux par l’erreur que malheureux par la vérité.» Lettres du Roi de  (3955) Prusse et de M. d’Alembert. Lettre 101 du Roi, fin. Parla del vantaggio delle illusioni (8 decembre, festa della Concezione immacolata di Maria Vergine Santissima, 1823).


*    Grazia dal contrasto. Parolacce in bocca di donne o di forme e maniere maschili, o gentili e delicate ec. Parole, discorsi, modi, atti, pensieri ec. tiranti al maschile, assennati, dotti ec. in donne di forme ec. maschili o all’opposto ec. S’intende di donne avvenenti ec. e che la maschilità non passi i termini del grazioso nello sconveniente ec. Vedi p. 3961 (8 decembre, festa della Concezione, 1823).


*    Da chaudron (caldaio), diminutivo di chaudière (calderone), chaudronnier in senso positivo, cioè calderaio. Infiniti sono e in latino e massime nel latino