Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/363

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358 pensieri (3986-3987)

(e non altrimenti); dunque il lor vero supino è pinctum ec. Mingo ha veramente mictum.1 Cosí almeno lo segna il Forcellini Vedi però quivi la varia lezione all’esempio di Caio Tizio, e i composti di mingo, e i derivati  (3987) dal suo supino come minctio ec. Cosí i composti di pingo fingo ec. e lor derivati ec. (15 decembre 1823).


*    Alla p. 3971. Ma che pagella per esempio, e catella e simili sieno contrazioni di catenulella, paginulella (benché catenula e paginula pur si trovino) e simili, non mi par credibile; bensí di paginella, catenella ec. o anche di paginula, catenula ec. E poi che ragione v’ha per dire che il diminutivo in ellus ec. non si possa fare che dalle voci in ulus ec.? Forse che essa diminuzione in ellus ec. non può esser altro che sopraddiminutiva? Ma da tabula, fabula ec., che non sono diminutivi, benché in ul, si fa tabella, fabella ec., che non sono sopraddiminutivi, ma diminutivi semplici. O forse vorremmo che tabella ec. sia contrazione di tabululella ec.? Al contrario spesso si dice ellulus come asellulus, catellulus ec. Or queste sarebbero elleno contrazioni di asinulellulus, catululellulus, cioè ripetizioni dell’ul, e diminutivi tripli? Tenellulus. Vedi la p. 3753, 3901, 3992, 3994. Agellulus. Impossibile: bensí di tabulella, come pagella di paginella ec. (15 decembre 1823).


*    Alla p. 3987. Metior o metio (avverti che questo è verbo della quarta e non della terza) — metor aris e meto as, castrametari ec. (16 decembre 1823).


*    Sella che ho contato altrove fra’ diminutivi positivati, non lo è propriamente, se vien da sedes, perché ha un senso molto piú speciale di questo, benché anch’esso molto esteso e vario (16 decembre 1823).

  1. Mungo, pungo, fungo, iungo ec. -nctum.