Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/382

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chegiani morca)- amurca e molti altri simili verbi italiani in ghiare e chiare, iare ec. sono assoluti diminutivi (quasi tutti e per lo piú o tutti e sempre positivati), e diminutivi non in italiano ma in latino, donde mostrano assolutamente esser venuti, cioè da de’ rispettivi verbi in ulare, noti o ignoti. Cosí molti verbi spagnuoli in jar, francesi in iller, ec. Cosí anche nomi e altre voci ec. (27 decembre 1823). Possono però tali verbi ec. esser fatti anche da nomi o latini o italiani ec. noti o ignoti, come per esempio ringhiare da ringhio (nome usato), il quale quando anche fosse da un ringulus, questo non sarebbe diminutivo, o da nomi che essendo diminutivi in latino, in ulus, non lo sieno in italiano ec. (27 decembre 1823, festa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista). Tali sono i verbi rugghiare e mugghiare, mugliare,1 mugolare, mugiolare, muggiolare coi derivati ec. di questi e di mugghiare, rugghiare ec., del quale però mi ricordo aver parlato altrove, e veggasi il detto quivi (28 decembre, giorno degl’Innocenti, 1823). Veggasi la p. 4008, capoversi 4 e ultimo.


*   Diminutivi positivati. Vasello. Vedi la Crusca, co’ suoi derivati, e in Vagello co’ derivati (28 decembre 1823).


*    Plurali italiani in a. Vasella plurale di vasello (28 dicembre 1823). Vasa plurale di vaso. Crusca, e Ariosto, Satira III.


*    Participii passivi in senso attivo o neutro ec. Apercibido per fatto inteso, che sta sull’avviso ec. (D. Quijote). Inteso per informato, intendente, ec. (entendido, entendu. Vedi spagnuolo e francese, se però in questo senso appartenesse al neutro passivo inten-

  1. Veggasi la p. 4014, capoverso 4.