Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/69

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64 pensieri (3615-3616-3617)

ogni tempo, malgrado qualsivoglia spiritualizzazione e qualunque alterazione della natura sono sempre mossi e dominati dalla materia assai piú che dallo spirito, ne segue che i pregi materiali e gli Eroi, dirò cosí, materiali dell’Iliade, riescano e sieno per sempre riuscire piú amabili e quindi piú interessanti degli Eroi spirituali e de’ pregi morali divisati negli altri poemi epici. E che Omero, ch’é il cantore e il personificatore della natura, sia per vincer sempre gli altri epici, che hanno voluto essere (qual piú qual meno) i cantori e i personificatori della ragione (perocché veramente gli Eroi dell’Iliade sono il tipo del perfetto grand’uomo naturale, e quelli degli altri poemi epici  (3616) del perfetto grand’uomo ragionevole, il quale in natura e secondo natura è forse ben sovente il piú piccolo uomo).

Del resto, par che Omero medesimo sacrificasse e fosse strascinato dalla crescente ragione e civiltà, quando avendo nell’Iliade modellato il perfetto guerriero con sí felice successo volle poi nella vecchiezza (per quanto si dice dell’epoca dell’Odissea) modellare il perfetto politico; un guerriero giovane, un maturo e quasi vecchio politico; certo con poco felice riuscimento, e men felice di quello degli altri poeti che lui seguirono, i quali fecero i loro Eroi poco amabili, dov’egli il fece poco meno che odievole. E ben era ragione che cosí fosse, perché quella era ancor l’epoca della natura, e troppo imperfetta era la ragione perch’altri potesse con buono esito modellare un carattere che avesse ad esser perfetto secondo lei, ed avere in lei il principio e la ragion della sua bontà e perfezione, ossia del suo esser buono e lodevole ec. (3-6 ottobre 1823). Vedi p. 3768.


*   Tostar spagnuolo da torreo-tostus (6 ottobre 1823).  (3617)


*   Torto as da torqueo-tortus (6 ottobre 1823).