Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/84

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(3638-3639) pensieri 79

*    Alla p. 3575. Ond’è tanto piú forte, anzi fortissimo l’argomentare ch’io fo dallo spagnuolo (da’ participii spagnuoli ec.) all’antico latino. Vedi la p. 3586 e il pensiero antecedente (9 ottobre 1823).

*    Léser o lézer da laesus di laedo (9 ottobre 1823).

*    Primus in orbe deos fecit timor. Intorno a ciò altrove. Or si aggiunga, che siccome quanto è maggior l’ignoranza tanto è maggiore il timore, e quanta piú la barbarie tanta è piú l’ignoranza, però si vede che le idee de’ piú barbari e selvaggi popoli circa la divinità, se non forse in alcuni climi tutti piacevoli, sono per lo piú spaventose ed odiose, come di esseri tanto di noi invidiosi e vaghi del nostro male quanto piú forti di noi. Onde le immagini ed idoli che costoro si fabbricano de’ loro Dei, sono mostruosi e di forme terribili, non solo per lo poco artifizio di chi fabbricolle, ma eziandio perché tale si fu la intenzione e la idea dell’artefice. E vedesi questo medesimo anche in molte nazioni che, benché lungi da civiltà, pur non sono senza cognizione ed  (3639) uso sufficiente di arte in tali ed altre opere di mano ec., come fu quella de’ messicani, i cui idoli piú venerati eran pure bruttissimi e terribilissimi d’aspetto, come d’opinione. Molte nazioni selvagge o ne’ lor principii riconobbero per deità questi o quelli animali piú forti dell’uomo, e forse tanto piú quanto maggiori danni ne riceveano, e maggior timore ne aveano, e minori mezzi di liberarsene, combatterli, vincerli ec. La forza superiore all’umana è il primo attributo riconosciuto dagli uomini nella divinità. Vedi p. 3878. E certo egli è segno di civiltà molto cresciuta e bene istradata il ritrovare in una nazione e la idea e le immagini o simboli o significazioni della divinità, piacevoli o non terribili. Come fu in Grecia, sebben molto a ciò dovette contribuire la piacevolezza e moderatezza di quel clima, che nulla o quasi nulla