Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/91

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86 pensieri (3649-3650)

guirà né sarà necessario ch’essa pianta né si trovi né prosperi, né debba, né pur possa prosperare, né anche allignare, né nascere in tutti i paesi e climi della terra, né in qualsivoglia regione de’ climi ov’ella piú prospera e moltiplica, né in qualsivoglia terreno e parte delle regioni a lei piú proprie e naturali. Cosí discorrasi nel genere o regno minerale, e negli altri qualunque. Che all’uomo in società giovi la moltiplicazione e diffusione della sua specie, o per meglio dire che alla società giovi la moltiplicazione e propagazione della specie umana, e tanto piú quanto è maggiore, questo è altro discorso, questo suppone lo stato di società ch’io combatto, e certo s’inganna assai chi lo nega. Ma che la natura medesima abbia destinato la specie umana a tutti i climi e paesi, e tutti i climi e paesi alla specie umana, questo è ciò che né si può provare e, secondo l’analogia, che sarà sempre un fortissimo, e forse il piú forte argomento di cognizione concesso all’uomo, si dimostra per falsissimo. Niuna pianta, niun vegetale, niun minerale, niuno animale conosciuto si trova in tutti i paesi e climi,  (3650) né in tutti potrebbe vivere e nascere, non che prosperare ec. Altre specie di vegetabili e di animali ec. si trovano e stanno bene in piú paesi e piú diversi, altre in meno, niuna in tutti, e niuna in tanti e cosí vari di qualità e di clima, in quanti e quanto varii è diffusa la specie umana. Tra la propagazione e diffusione di questa specie e quella dell’altre non v’ha proporzione alcuna. E notisi che la propagazione di molte specie di animali, di piante ec. devesi in gran parte non alla natura, ma all’uomo stesso, onde non avrebbe forza di provar nulla nel nostro discorso. Molte specie che per natura non erano destinate se non se a un solo paese, o a una sola qualità di paesi, o a paesi poco differenti, sono state dagli uomini trasportate e stabilite in piú paesi, in paesi differentissimi ec. Ciò è contro natura, come lo è lo stabili-