Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/17

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12 pensieri (4091-4092)

da quel che scrivono, se non perché vollero scrivere alla latina, e che l’origine di questa differenza tra il loro scritto e il parlato, e della loro scrittura falsa, fu l’aver voluto scrivere alla latina mentre parlavano in altro modo, e l’aver voluto seguitare materialmente la scrittura latina, non falsa ma vera. Ora avendola malamente voluta prendere per modello, e con ciò falsificata la loro scrittura, pretendono poi per questa cagione medesima che quella sia falsa come la loro, e perché la loro è falsa perciocché segue quella; il che è ben lepido (21 maggio 1824). Quelli poi che non hanno tolta l’ortografia loro da’ latini (sebben tutti in parte l’han tolta o immediatamente o mediatamente), e quelli che l’han tolta, in quelle cose in cui la loro non deriva da quella, ma è pur viziosa manifestamente perché ripugna al lor proprio alfabeto, tralascia lettere e sillabe che s’hanno a profferire, ne scrive che non s’hanno a pronunziare; come mai, dico, questi tali hanno da credere che l’ortografia latina sia e viziosa perché la loro lo è, e macchiata di quei vizi appunto che ha la loro, diversissimi poi in ciascuna, di modo che ciascuna nazione straniera pronunzia il latino diversamente? (21 mag. 1824).  (4092)


*   Alla p. 4064. Da questo ragionamento segue che la maggior parte degli animali (poiché la vita naturale dell’uomo è delle piú lunghe, e il suo sviluppo corporale è de’ piú tardi) sono anche per questa parte naturalmente piú felici di noi, tanto piú quanto il loro sviluppo è piú rapido, al che corrisponde in ragion diretta la brevità della vita, perché il Buffon osserva ch’ella è tanto piú breve quanto piú rapida è la vegetazione dell’animale (s’intende del genere, e spesso anche degl’individui rispetto al genere) l’accrescimento del suo corpo e facoltà, le sue funzioni animali per conseguenza, e il giungere allo stato