Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/35

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30 pensieri (4111-4112)

diamo, come accade, avere anche un’idea positiva della natura dell’anima che con quella voce si esprime. Nel metterci però a definire questo spirito, potremo bene accumulare mille negazioni, o visibili o nascoste, tratte dalle idee e proprietà della materia, che si negano nello spirito, ma non potremo aggiungervi niuna vera affermazione, niuna qualità positiva, se non tratta dagli effetti sensibili, e quindi in certa guisa materiali, (il pensiero, il senso ec.), che noi gratis ascriviamo esclusivamente a esso spirito. E quel che dico dell’anima dico degli altri enti immateriali, compreso il Supremo (11 luglio, domenica, 1824). - Tanto è dire spirituale, quanto immateriale; questa, voce affatto negativa grammaticalmente, quella ideologicamente. (11 luglio, domenica, 1824).


*    Diminutivi greci positivati. στύπη o στύππη-στυππεῖον o στυπεῖον vedi Scapula e Luciano, Opera, Amsterdam, 1687, t. II, p. 98,99, piú volte (12 luglio 1824).  (4112)


*    Sensato per sentito o per sensibile (come invitto per invincibile ec., del che altrove) quasi da un senso as continuativo di sentio sensum, vedilo nella Crusca. Vedi ancora Forcellini, glossario ec. (14 luglio 1824).


*    Al detto altrove che i derivativi latini si formano dagli obbliqui e non dal retto dei nomi originali, aggiungi una prova evidente piú che mai in Jovialis e simili da Juppiter Jovis (vi saranno ancora altri simili esempi da simili nomi). Cosí in greco Διιὸς da Ζεὺς Διὸς (Platone, in Phaedro ec.) (14 luglio 1824). Anche in greco i derivativi sono sempre, se non erro, dal genitivo (o noto o ignoto, o di un dialetto o comune ec.) φυσικὸς non è da φύσι-ς (gen. φύσεως) ma o da φύσι-ος (genitivo), o piuttosto è come μουσικὸς da μοῦσα ec. ec. (15 luglio 1824).