Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/391

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382 pensieri (4448-4449)

rentesi qui sopra, p. 160-61). egli reca di nuovo i fondamenti di questa opinione, e mette anco innanzi un’altra sua congettura, che la tradizione della venuta d’Enea nel Lazio, dell’avervi egli fondata una colonia donde Roma derivasse, e dell’essere i romani di origine troiana, non fosse altro che un effetto ed un’espressione della national affinity esistente fra i troiani e i romani, in quanto questi erano, secondo l’autore, di origine in parte Pelasgica. - I Pelasghi,  (4449) secondo il Niebuhr (ed una delle parti piú insigni ed eminenti e piú originali della sua Storia consiste nelle nuove vedute e nei nuovi lumi ch’ei reca sopra questa misteriosa razza, com’ei la chiama; e nella nuova luce in che egli l’ha posta), furono una nazione distinta, e di origine e di costumi diversa, da quella degli elleni, che noi co’ latini chiamiamo greci; e nel tempo medesimo grandemente affine: e parlarono una lingua peculiar and not Greek, e nondimeno grandemente affine alla greca; piú affine della latina, il cui elemento affine al linguaggio greco, quello elemento which is half Greek sembra, dice il Niebuhr, unquestionable che sia d’origine pelasgica. Tuttavia Pelasghi e Greci non s’intendevano insieme, come non s’intendono italiani e francesi ec. (pag. 23, e passim) (31 gennaio 1 febbraio 1829). Vedi p. 4519.


*   A viver tranquilli nella società degli uomini, bisogna astenersi non solo dall’offendere chi non ci offende, cosa ordinaria; ma eziandio, cosa rarissima, dal proccurare (dal cercare) che altri ci offenda. - Desiderio sincero di viver tranquilli nella società degli uomini, rarissimi sono che l’hanno veramente: avendolo, il conseguire l’effetto è cosa molto piú facile che non si crede (1 febbraio 1829).


*    Tutti, cominciando dal Pindemonte nella sua Epistola, hanno biasimato l’introduzione di Ettore e delle