Pensieri (Leopardi)/XCVIII

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III

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XCVII XCIX
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XCVIII.

Simile alla soprascritta osservazione è la seguente, che ognuno che abbia o che abbia avuto alquanto a fare cogli uomini, ripensando un poco, si ricorderá di essere stato non molte ma moltissime volte spettatore, e forse parte, di scene, per dir cosí, reali, non differenti in nessuna maniera da quelle che vedute ne’ teatri, o lette ne’ libri delle commedie o de’ romanzi, sono credute finte di lá dal naturale per ragioni d’arte. La qual cosa non significa altro, se non che la malvagitá, la sciocchezza, i vizi d’ogni sorte, e le qualitá e le azioni ridicole degli uomini, sono molto piú solite che non crediamo, e che forse non è credibile, a passare quei segni che stimiamo ordinari, ed oltre ai quali supponghiamo che sia l’eccessivo.