Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1048

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[p. 365 modifica] di formazione e di coltura, antichità unica fra le lingue moderne, è forse la cagione per cui l’indole primitiva della lingua italiana formata è piú libera forse di quella d’ogni altra lingua moderna cólta (siccome pure dell’esser piú naturale, piú immaginosa, piú varia, piú lontana dal geometrico ec.).

[p. 366 modifica]Tutte le lingue non formate sono libere per indole e per fatto. Tutte le lingue nella loro formazione primitiva sono parimente libere, qual piú qual meno, e per indole e per fatto. La quale libertà vengono poi perdendo a poco a poco secondo le circostanze della loro formazione. Tutte ne perdono alquanto (e giustamente) coll’essere ridotte a forma stabile, ma qual piú qual meno, e ciò dipende dal carattere sí dei tempi come delle nazioni e degli scrittori che le formano.

Parlando dunque delle lingue dopo che sono perfettamente formate, io trovo, rispetto alla libertà, tre generi di lingue. Altre libere per natura e per fatto, come l’inglese. Altre libere per natura, ma non in fatto, come si vuole oggi ridurre la nostra lingua da’ pedanti, non per altro se non perché i pedanti non possono mai conoscere fuorché la superficie delle cose e susseguentemente non hanno mai conosciuto né conosceranno l’indole della lingua italiana. Una