Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1257

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[p. 38 modifica] ben tosto nel bello ideale, e il poeta (come appunto Omero) o il pittore che tira dalla sua mente (come dice Raffaello ch’egli faceva) l’idea d’una bellezza da rappresentare, non mancherà certo di concepire l’idea di una donna o donzella βαθύκολπος. E pur l’origine di questa idea sarà tutt’altra che il tipo della bellezza ed un giudizio o forma innata, universale e impressa dalla natura nella mente dell’uomo. Cosí facile è l’ingannarsi nel giudicare delle idee che l’uomo ha circa il bello preteso assoluto. Vedi p. 1339. Similmente discorro di altre simili qualità esteriori dell’uomo o della donna.

Cosí della vivacità degli occhi o di qualunque espressione dell’anima che apparisca nel volto, il che però, quando anche tutti convengano che sia bellezza, [p. 39 modifica]non tutti però convengono nel preferirlo alla languidezza e anche alla melensaggine ec. Non so neppure se quelle donne inglesi che si paragonano ai silfi e si giudicano da molti sí belle e si antepongono ec. appartengano al numero di quelle significate da Omero ne’ citati luoghi.

Ed osservo, cosa manifesta per l’esperienza, che la donna, ancor prima di essere suscettibile d’invidia per cagione della bellezza, tarda molto piú degli uomini a poter formare un giudizio fino e distinto circa le forme esteriori del suo sesso, e non giunge mai a quella perfezione di giudizio e di gusto a cui gli uomini arrivano. Cosí viceversa discorrete degli uomini rispetto al sesso loro. Intendo già in parità di circostanze e non di paragonare, per esempio, una donna molto riflessiva ec. ec. a un uomo torpido e poco o niente suscettibile ec. Giacché, in tal caso, ognuno intende che quella tal