Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1261

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[p. 41 modifica] voi abbiate intralasciato per qualche tempo lo studio di quella lingua e perduto l’abito di quella minuta attenzione, ripigliando poi a leggere in detta lingua qualche pagina, e credendo di trovarci maggior difficoltà per l’interrompimento dell’esercizio, vi trovate al contrario molto piú spedito di prima. Cosí pure, senza averla intralasciata, ma solamente pigliando a leggere qualche cosa in detta lingua non con animo di studio o di esercizio, ma solo di passare il tempo o divertirvi, o in qualunque modo con intenzione alquanto, piú o meno, rilasciata. Cosí dopo avere o credere di aver già imparata quella lingua, quando leggiamo non piú come scolari, ma disinvoltamente e come semplici lettori. Nel qual tempo, trovando forse difficoltà reali maggiori di quando leggevamo per istudio, non ci fanno gran caso, né c’impediscono e trattengono piú che tanto, né ci tolgono una spedita facilità. Insomma, non si arriva mai a leggere speditamente una lingua nuova, se non quando [p. 42 modifica]si lascia l’intenzione di studioso per prender quella di lettore e, durando la prima, solamente per sua cagione ed anche senza veruna difficoltà reale,