Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1400

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[p. 137 modifica] Cosí ci accade nel [p. 138 modifica]leggere gli scritti assai forestieri per noi, come degli orientali, di Ossian ec. o de’ loro imitatori nostrali. Cosí in cento generi di cose (28 luglio 1821).


*    Il pentimento il quale in altri pensieri ho detto che aggrava il male quasi della metà, quando non possiamo dissimularci che ci è avvenuto per nostra colpa, aggrava pure nella stessa proporzione il dispiacere della perdita o mancanza di un bene, anzi molte volte cagiona del tutto esso solo questo dispiacere, che non proveremmo in verun modo, se mancassimo di quel bene senza nostra colpa, se non avessimo avuta occasione di acquistarlo ec. Il qual sentimento umano che si fa sentire o prevedere nella stessa occasione e ci spinge anzi sforza a profittarne, quasi anche contro nostra voglia, ho cercato di esprimerlo nella Telesilla. Molte volte un’occasione perduta, ancorché senza nostra colpa, ci addolora sommamente della mancanza di un bene che per l’addietro nulla ci pesava. Ed allora la nostra consolazione e l’ordinaria operazione della nostra mente è cercare di persuaderci che noi non abbiamo veruna colpa nella perdita di quella occasione e che essa non poteva servirci e doveva necessariamente esserci inutile