Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1403

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[p. 139 modifica] antica che dopo quei tempi si spense, fiorisse in Italia piú che altrove, dopo il risorgimento degli studi, coincidendo coll’epoca d’oro della letteratura italiana. Quindi anche i letterati puri n’erano studiosissimi, e ne solevano far grand’uso, mossi fors’anche dall’esempio di Dante, [p. 140 modifica]loro comune maestro, e dall’indole di tutti i tempi colti, che hanno sempre dato gran peso alla filosofia ec. Aggiungete che quelli stessi che nelle altre nazioni trattarono l’antica filosofia, non la trattarono nelle lingue volgari ma in latino, perché le altre lingue volgari, eccetto l’italiana, non si stimavano e non erano allora capaci delle cose gravi e serie ec. Onde anche la storia fu scritta dal francese De-Thou in latino, né si ha, cred’io, storia francese, almeno passabile prima di Luigi XIV (28 luglio 1821).


*    Alla p. 1338. Notate in questo proposito, per dimostrare l’influenza della lingua o dei nomi sulle cognizioni, che una sufficiente notizia della lingua e delle proprietà delle voci greche non solo giova sommamente allo studioso di medicina per ben conoscere l’indole ec. delle malattie ec. ec., non solo abbrevia d’assai il detto studio ec. e lo facilita ec.; ma forse, senza detta notizia, molte volte, non