Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1430

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[p. 155 modifica] dette estasi, vedendo per esempio una torre moderna, ma che non sappia quando fabbricata, e un’altra antica della quale sappia l’epoca precisa, tuttavia è molto piú commossa da questa che da quella. Perché l’indefinito di quella è troppo piccolo, e lo spazio, benché i confini non si discernano, è tanto angusto, che l’anima arriva a comprenderlo tutto. Ma nell’altro caso, sebbene i confini si vedano, e quanto ad essi non vi sia indefinito, v’è però in questo, che lo spazio è cosí ampio che l’anima non l’abbraccia e vi si perde; e sebbene distingue gli estremi, non distingue però se non se confusamente lo spazio che corre tra loro. Come allorché vediamo una vasta campagna, [p. 156 modifica]di cui pur da tutte le parti si scuopra l’orizzonte (1 agosto 1821).


*    Circa le sensazioni che piacciono pel solo indefinito puoi vedere il mio idillio sull’Infinito, e richiamar l’idea di una campagna arditamente declive in guisa che la vista in certa lontananza non arrivi alla valle; e quella di un filare d’alberi, la cui fine si perda di vista, o